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Rubrica: Il Vernacolo Spinazzolese

Articolo del 26 Maggio 2005

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IMPARIAMO IL VERNACOLO SPINAZZOLESE

Guida alla lettura e alla scrittura del dialetto.


Il dialetto non ha regole fisse e la scrittura della parola più che l’insegnamento è frutto della ricerca personale e della passione che si sente per tale modo di esprimersi.


Nell’intento, tuttavia, di rendere più semplice la scrittura e più facile la lettura sono stati adottati solamente alcuni criteri pratici:



E La vocale congiunzione si scrive <è>.
La <è> verbo essere si scrive .
La <è> con l’accento grave si pronunci aperta.
La <é> con l’accento acuto si pronuncia chiusa.
La senza accento dopo i suoni e ha un suono gutturale siile alla come in “la vècchje, acque” ossia “la vecchia acqua”.

O La vocale <ò> è utilizzata per il suon aperto come si pronuncia nella parola “mòrs” ossia “morì”.
Non è accentata se ha il suono chiuso come in “brot” ossia “brodo”.

K La lettera è impiegata tutte le volte che la consonante , di cui fa le veci, ha un suono gutturale.

J La lettera indica due suoni:
a) quello della vocale appena più lungo del normale come in “la chj’s> ossia .
b) quello somigliante alla molle francese come in “t’haje détt” ossia “ti ho detto”.

CG Quando sono alla fine di una parola come in “croc, cjocc, chiang, sègg” ossia “croce, asino, pianta, sedia” hanno un suono palatale.
Se la è accompagnata dall’ come in acquista un suono gutturale.


Tratto da: C’ MONN GH’R? di Antonio LANI.


di agenore

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