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Rubrica: Cronaca ed Attualità

Articolo del 26 Maggio 2005

Un disastro Epocale...

NON ABBANDONIAMOLI QUANDO IL SILENZIO CALERA’……


“Tsunami, 26 dicembre 2004: l’inferno al paradiso terrestre”.


Di Maria Ferri.

I bambini sono stati i più colpiti dal disastro. Troppi sono stati uccisi da quelle onde, ma molti altri sono rimasti orfani,e spesso sono la merce più apprezzata di un commercio disumano.




Poteva essere un giorno come tanti, invece il 26 dicembre 2004 si è tramutato in un giorno di terrore e di distruzione che lascerà un segno indelebile nella storia dell’umanità e nella vita di tante persone.
Tutto è avvenuto in seguito ad una scossa tellurica a Nord dell’isola di Sumatra, che ha generato due onde giganti che hanno investito il paradiso balneare più affollato del mondo.
Paesi già poveri come Sri Lanka, Thailandia, India, Birmania, Malaysia e Indonesia hanno perso non solo migliaia vite e case, ma anche la loro maggiore risorsa economica: il turismo.
Fortunatamente i soccorsi umanitari sono partiti in fretta da qualsiasi parte del mondo, ma questo non basta a sollevare la situazione in quei posti.
Tutti i cittadini europei e statunitensi sopravvissuti alla tragedia, sono stati immediatamente ricondotti nei loro rispettivi paesi, invece le salme, di chi purtroppo non è riuscito a salvarsi, stanno avendo un trattamento di riguardo che spesso mette a rischio la salute, già precaria, dei sopravvissuti indigeni.


Lo spettacolo che ci arriva tramite le immagini della tv e dei giornali è raccapricciante, ancora
oggi,un mese dopo il maremoto, le spiagge, i villaggi sono pieni di detriti, di case distrutte e soprattutto di cadaveri.
Per eliminare il rischio di malattie, si è ricorso alla creazione di fosse comuni o alla cremazione dei corpi. Ma questo non basta, in più i Paesi occidentali, nella speranza di trovare i cadaveri dei propri cittadini, stanno riesumando gran parte dei corpi, aumentando il disordine pubblico.
I bambini sono stati i più colpiti dal disastro. Troppi sono stati uccisi da quelle onde, ma molti altri sono rimasti orfani,e spesso sono la merce più apprezzata di un commercio disumano.
I soccorsi non arrivano in modo equo ovunque, le zone turistiche sono state sicuramente le più aiutate, ma in molti altri villaggi interni dove l’elettricità e le comunicazioni non esistono, non si riesce a stabilire precisamente nemmeno il numero dei morti. In Birmania, ad esempio, il governo dittatorio ha imposto il silenzio sull’argomento ‘tsunami’ respingendo anche qualsiasi forma di aiuto.

Ora che i riflettori sono tutti puntati su quella parte del mondo tutti si mobilitano per essere solidali a tutte quelle persone colpite, ma quanto durerà questa mobilitazione? E se domani la tv avesse un’altra notizia clamorosa continueremmo a essere così solidali?
La ricostruzione della quotidianità sarà sicuramente lenta e costosa…
Se tutti gli occidentali abbandonassero la causa poco dopo il suo inizio, questa non terminerà mai!
L’impegno preso deve essere costante nel tempo. Non abbandoniamoli quando il silenzio calerà sulla vicenda.

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di agenore

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