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Rubrica: Cronaca ed Attualità

Articolo del 26 Maggio 2005

Cannabis, spia di un disagio preesistente?

Parlando con decine di ragazzi sembra che il tema non sia più attuale.
Rivolgendomi a loro per discutere sull’uso e l’abuso ne è uscito fuori che il parlarne non fa altro che normalizzare l’argomento. Pericolo che non bisogna sottovalutare…
Ho pensato di essere anacronista e gli stessi ragazzi mi hanno chiesto di approfondire sull’argomento che concerne l’uso della cocaina la vera trasgressione…, che di moda tra i VIP sembra essere arrivata sulle “tavole dei nostri ragazzi”. Bassissimo il suo costo, accessibile anche ai più giovani. Altro che cannabis!
Andando a fondo nell’argomento ne è venuto fuori però che il passaggio alla cocaina spesso ha come denominatore comune l’aver fatto uso della cannabis.
Quali le cause del fenomeno???
Non avendo risposte ho pensato di pormi delle domande.
L’uso non casuale ma continuo può essere un indicatore di un disagio psicosociale preesistente?
Cosa induce i ragazzi a trasgredire?
La ricerca di emozioni forti?
Il doversi fare accettare?
La nostra “comunità” è in grado di dare quello che i giovani ci chiedono?
I genitori conoscono i loro figli? Dedicano loro il tempo necessario?
Da genitore non saprei rispondere! Però una idea me la sono “fatta”…
Riempiamo le loro giornate, non facciamoli cadere nella monotonia e nella routine.
Creiamo per loro quello che manca, sport musica teatro, interessi stimolanti dove possano interagire e trovare quelle emozioni forti di cui sono avidi.
La gioventù è una età dove la carica emozionale può fare la differenza anche però in maniera negativa.
Tocca a noi indirizzarli, discretamente, ma dando loro determinazione e sicurezza.
Parlare di questi argomenti con i giovani non è stato difficile e per questo stesso motivo ho pensato che siano disposti a dialogare soprattutto quando si parla di loro e dei loro interessi.
Non smanie di protagonismo ma vera comunicazione ha indotto loro a parlarne, delle “loro storie” (così le chiamano alcuni).
Il dichiarare di fare uso di sostanze e associarle molto spesso ad alcool molto tranquillamente in maniera leggera e disinibita rappresenta la voglia di gridare e forse di chiedere aiuto.
Alla fine di ogni colloquio mi è sempre sopraggiunta l’idea dell’identikit dello spacciatore, e mi sono chiesto: ma come si fa a sfruttare l’instabilità psicologica naturale nella età puberale e rovinare i ragazzi facendoli entrare in un tunnel che potrebbe irreparabilmente decidere delle loro vite?
Quel periodo caratterizzato dai conflitti con i genitori, dove si protesta su tutto.
Terreno fertile per chi vuole arrivare al suo scopo illecito. Investimento non plausibile quello con i più grandi con un’autostima più forte...

di agenore

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