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Rubrica: Storia e Cultura

Articolo del 26 Maggio 2005

Le ACLI

LE ACLI COMPIONO SESSANT’ANNI

Verso un percorso ambizioso di confronto e unità.


di Saverio COSTANTINO.


L’11 marzo 1945 nascono le ACLI. “L’idea delle ACLI, non il nome, nacque nella mente e nel cuore di Achille Grandi insieme con l’idea di unità sindacale e ne fu una conseguenza”. Con questa affermazione perentoria, Monsignor Luigi Ciuardi, il primo assistente ecclesiastico delle ACLI, che ha scritto, su Studi Sociali, nel 1964, nel primo ventennale, il saggio più documentato sulla loro nascita.
Alle origini delle ACLI, per riprendere il titolo del saggio di Monsignor Ciuardi c’è, dunque, il Patto di Roma, firmato il 12 Giugno del 1944, poco dopo la liberazione di Roma, con il quale Giuseppe Di Vittorio, in rappresentanza del partito comunista, Emilio Cavevari per conto dl partito socialista e Achille Grandi, a nome della Democrazia Cristiana, diedero vita alla CGIL unitaria, dopo che per un ventennio i lavoratori erano stati inquadrati e mortificati nel mastodontico e subalterno sindacato di regime.
La delegazione Democratica-Cristiana chiese ed ottenne che al protocollo del Patto di Roma, fosse allegata una propria dichiarazione aggiuntiva, nella quale si affermava l’esitenza di un sindacato di diritto pubblico, che non escludeva la possibilità che i lavoratori potevano organizzarsi in associazioni libere e private con scopi educativi, politici, ecc, non specificatamente solo sindacali.
In questo già si prefigura il ruolo e i compiti delle future ACLI. Il progetto mira nell’immediato a fornire un supporto formativo ai lavoratori cristiani ma anche a garantire l’autonomia dello stesso sindacato.
Achille Grandi trova un sostenitore convinto in Monsignor Giovanni Battista Martini allora sostituto alla segreteria di Stato, che, ottiene un’udienza da parte di Pio XII.
Questo costituì un anello autorevole, anche se pubblicamente sarà solo 11 marzo 1945, nel primo incontro delle ACLI dell’Italia liberata, in cui le stesse furono definite dal Papa “Cellule dell’apostolato cristiano moderne”.
Il percorso successivo è stato ricco di contributi, sempre orientati alla tutela dei diritti dei più deboli, alla promozione del dialogo e dei valori in tutti gli ambiti: sociale, politico e nel mondo del lavoro. Papa Giovanni Paolo II definì le ACLI “Chiesa nel mondo del lavoro”. Le basi derivanti dai principi formativi sempre numerosi nel percorso degli aclisti, fanno si che gli stessi aclisti occupino in vari ambiti istituzionali ruoli dove sempre testimoniano la loro vicinanza e dedizione al dialogo.
Anche nel contesto locale il circolo ACLI pur vivendo una serie di difficoltà a proseguire il percorso e la presenza sul territorio, difficoltà che attanaglia tutte le associazioni, i partiti e le forme aggregatorie, mantiene una salda vicinanza e disponibilità a collaborare con le istituzioni per ottimizzare le politiche sociali e la salvaguardia dell’identità culturale del nostro piccolo paese.
Si registra sempre il fenomeno migratorio dei giovani, la difficoltà a relazionarsi e a confrontarsi liberi da ogni pregiudizio.
Spenti i riflettori sulla consultazione elettorale delle regionali, dove ci si anima per il rastrellamento dei voti, tutto ritorna al lento procedere, tutto scorre e ritorna alla normale attesa dove si aspetta un evento eccezionale che possa animare o meglio rianimare la comunità.

di agenore

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