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Opinum

Articolo del 08 Marzo 2007

Due o tre cose sul Tanach.

LIBERI PENSIERI DI UN RELATIVISTA CULTURALE…





mngrlpst… chi è in grado di afferrare subito il senso di questa sequenza di consonanti? Vuol dire semplicemente mangiare la pasta, e capirlo subito non è certo un grande sforzo mentale da enigmista provetto.

Tuttavia queste stesse consonanti messe così in fila senza vocali e senza spaziature possono anche significare amano gioire al pasto, se ad esempio si pensa ad un simposio di buongustai…

Forse non tutti sanno che il Tanach, il testo sacro da cui deriva buona parte dell’Antico Testamento inserito in quella che comunemente per i cristiani va sotto il nome di Bibbia è scritto in questa maniera, senza vocali e senza alcuno spazio tra una parola e l’altra (anche se di tanto in tanto sono presenti delle pause, queste vanno tuttavia interpretate come pause “emotive” e non hanno legame alcuno con le parole).

Ora, se è abbastanza agevole ricavare un qualche significato da poche consonanti messe lì senza vocali e spazi, le cose si complicano enormemente se le consonanti sono milioni (circa due milioni e mezzo), dovendo stabilire di volta in volta l’inizio e la fine di una parola, l’inizio e la fine di una frase, di un periodo e così via. Si aggiunga al garbuglio che il variare delle semplici vocali può portare a letture completamente diverse: tmtnt potrà ad esempio significare “ti amo tanto” oppure “tu mi tenti”, che non è proprio la stessa cosa.

Come si può ben capire nei secoli passati vi è stato un gran lavoro da parte di rabbini ed esegeti nello stabilire quale senso dare a questa lunghissima filza consonantica, dapprima mettendosi d’accordo su quello che è scritto sui lunghi rotoli di pelle o di pergamena che vanno sotto il nome di Tanach, poi dandone una lettura allegorica o simbolica per cercare di superare le tante assurdità e contraddizioni (lavoro non riuscito perfettamente in quanto nel Tanach, e quindi nella Bibbia, ve ne sono ancora tante), e concludendo il tutto magari con una interpretazione ancora più complessa ed arcana detta “esoterica” o “cabalistica”. Il disordine del tutto aumenta ancor più se si tiene presente che il Tanach non è affatto un testo unitario ma un intricatissimo compendio di tutto il sapere dell’epoca (siamo intorno all’ottavo secolo A.E.V): tradizione orale, fonti storiche, miti e leggende popolari, sia locali che importate, scritti dei vari profeti, leggi e regole per l'igiene e la nutrizione, poesie, canti e proverbi di ogni tipo.

Perché la “Parola del Signore” debba essere così ambigua, dica tutto e il contrario di tutto, per il credente è uno dei tanti misteri di cui si serve Dio per i suoi fini imperscrutabili… Per il pensante invece è facile sospettare che non di “Parola del Signore” si tratti, ma di “Parola di un bel po’ di Signori”(i vari capi tribù e presunti profeti dell’epoca) i cui fini sono invece perscrutabilissimi.
Azazel

Frammento del Tanach.



Note – E.V. (era volgare) è il modo moderno e civile di indicare una data rispetto all’anno “zero”. Quindi più correttamente dicesi “anno 1376 dell’E.V.” piuttosto che “anno 1376 D.C.). Idem per “A.E.V.”, piuttosto che “A.C.”.

Non mi si rimproveri per aver scritto “pensante” come contrario di “credente”, ma l’uso di parole quali “ateo”, “agnostico” o la negazione “non credente” dà l’idea che a questi soggetti manchi qualcosa. E invece non manca loro proprio niente, anzi!

di agenore

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